Adv online market, Google fa spese in Russia
Zao Begun è una "contextual advertising company" russa che oggi, a sei anni dalla sua creazione per mano del portale Rambler, sale agli onori delle cronache grazie all'acquisizione del solito, onnipresente, onnipotente Google.
Mountain View ha infatti annunciato che sborserà ben 140 milioni di dollaroni sonanti per assumere il controllo dell'azienda e gettare una nuova testa di ponte sul promettente mercato russo.
Amazon Video on Demand
Oggi Amazon lancia negli Stati Uniti un servizio nuovo di zecca per la vendita on line di "TV shows and movies", nome in codice Amazon Video on Demand (AVD).
La novità principale del video store, nonché la differenza più importante con concorrenti come il blasonato iTunes store, sta nel fatto che film e programmi tv acquistati su AVD sono fruibili immediatamente via streaming, quasi si trattasse di una tv via cavo; all'attacco pratico, l'utente non deve attendere di scaricare il "prodotto" sul proprio computer per poterlo visionare.
Come riportato da New York Times, Amazon ha anche stretto un accordo con Sony in virtù del quale presto il nuovo servizio sarà fruibile direttamente sui televisori ad alta risoluzione della serie Bravia.
Infine, il lancio di AVD prevede una breve sperimentazione rivolta ad un pubblico ristretto, seguita a breve dall'apertura ad un'audience più ampio che potrà così fruire gli oltre 40 mila titoli (tra film e programmi tv) disponibili in catalogo a prezzi variabili.
Le strategie web2.0 di Webank
Ieri sera ho partecipato ad un incontro informale tra una buona fetta del management di Webank e alcuni blogger (compreso l'immarcescibile e affettuoso SuzukiMaruti). Un confronto schietto, allietato (e forse anche facilitato) dalla presenza di buon vino, per sostenere il quale l'azienda ha schierato nell'ordine:
- Andrea Cardamone - Amministratore Delegato;
- Adriana Piazza - Customer Acquisition & Brand Marketing Manager;
- Carlo Panella - Customer Base Marketing Manager;
- Frederic Defechereux - Product &Pricing Manager;
- Vittoria La Porta -PR & Brand Reputation Manager;
- Francesco Delucia - New Media Specialist.
Postato da Alessio Jacona
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Expedia acquisisce Venere.com
Grandi manovre nel sempre più proficuo online travel market: Expedia ha infatti proceduto all'acquisto di Venere.com, travel site che indicizza oltre 29mila hotel tra Europa e Stati Uniti, incrementando così la propria directory di circa 10mila esercizi commerciali.
Il costo dell'operazione non è stato per il momento reso noto. Quel che invece appare chiaro è che Expedia (azienda fondata da Microsoft e successivamente acquisita da IAC), sta investendo pesantemente per consolidare la propria presenza in più mercati, come conferma la recente acquisizione del majority stake di Travelguru (omologo indiano di Venere.com). Un'operazione, quest'ultima, costata ben 17 milioni di dollari.
Comunicazione 2.0 in salsa italiana. Gli utenti facciano la loro parte
Meglio tardi (e male) che mai. Con i suoi cinque anni canonici di ritardo rispetto al contesto statunitense, anche il mondo aziendale italiano prende atto di quel cambiamento in corso noto come web2.0 e muove passi incerti.
Era ora. Quando 4 anni fa ho iniziato a trattare l'argomento, mai avrei creduto di poter accendere un giorno il computer, consultare l'aggregatore e scoprire in una sola volta che:
- 1) Toyota ha aperto un blog per lanciare la nuova iQ (lascio agli autori un'altra settimana di rodaggio prima di esprime qualsiasi giudizio);
- 2) Fiat ha aperto un blog (intitolato simpaticamente duePUNTOzero) per aggregare la community di clienti Punto (leggi: uno splendido raccoglitore di comunicati stampa commentabili);
- 3) Vodafone ha messo in piedi un Lab online fatto di forum, wiki e blog (pessima scelta di tempi, viste le polemiche intorno al lancio dell'iPhone e alle indegne tariffe dati);
- 4) Visa ha investito due milioni di dollari per creare una business community su Facebook
In tutti i casi menzionati, lo scopo dichiarato - nobilissimo - è aprirsi alla "conversazione" in corso nella Rete, dialogare con gli utenti, confrontarsi a viso aperto con la clientela, condividere informazioni.
In tutti i casi menzionati lo scopo è, a mio avviso, in gran parte disatteso.
Postato da Alessio Jacona
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Comunicazione, marketing e social networks. Due "interpretazioni" a confronto
Web2.0 e comunicazione, web2.0 e marketing. Per anni le aziende e i comunicatori della "vecchia scuola" non hanno voluto neanche sentir parlare di blog, wiki, rss, social network e compagnia cantante. Poi la svolta: improvvisamente chi se ne era tenuto alla larga ha intuito le potenzialità (e registrato il successo di pubblico) della nuova Rete, quindi ha deciso di saltare precipitosamente sul carro dei vincitori.
I risultati spesso gridano vendetta sotto al sole, mentre la situazione peggiora tanto più sono complessi gli strumenti 2.0 che gli operatori tentano (inutilmente) di addomesticare secondo logiche vecchio stile. Qualche tempo fa, ad esempio, Massimo Mantellini segnalava una campagna marketing veicolata attraverso Facebook dove era niente meno che la Nuova Mazda "in persona" a chiedergli di essere aggiunta nell'elenco dei suoi amici. Forte della sua velenosa ironia, Massimo scriveva:
"Oggi mi e' arrivata una mail nella quale la "Nuova Mazda" mi domandava di diventare suo amico su Facebook. Ci ho pensato un po' poi ho declinato, non vorrei che la mia vecchia Renault si ingelosisse".
Fantastico. Più ci si sforza di ripetere che il web2.0 non è altro che un insieme di strumenti grazie ai quali le persone si mettono in contatto tra loro e condividono ogni genere di informazione, creano relazioni, rappresentano on line la propria identità, e più la comunicazione tradizionale cerca di usare questi mezzi per veicolare "consigli per gli acquisti".
Postato da Alessio Jacona
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iPhone all'italiana, i consumatori delusi guardano a 3
In queste ore si fa un gran parlare del debutto italiano dell'Iphone 3G, dello scontento generato nelle masse da tariffe e gabelle presenti nelle proposte di Tim e Vodafone, e persino della (flebile) speranza che alcuni ora ripongono nell'operatore 3 Italia e nel suo CEO, grande escluso dal lancio dell'atteso terminale Apple.
Da Vincenzo Novari sono infatti in molti ad aspettarsi che:
1) si batta per ottenere il diritto a vendere l'oggetto del desiderio tecnologico;
2) riuscito nell'intento, sia così lungimirante da portare alle masse il super-cellulare secondo termini e condizioni più sostenibili per il cliente finale.
Difficile dire se il miracolo possa davvero accadere. Quel che è certo è che il CEO di H3G Italia, furioso per l'esclusione dai giochi della sua azienda, è oggi più deciso che mai a dare battaglia per avere l'attenzione (e la fornitura) dello zio Jobs.
Per averne conferma basta rileggere quello che egli stesso mi ha detto un mese fa ai margini della conferenza stampa per il lancio della nuova tv mobile di 3:
L'Instant Messaging in Italia, lo stato dell'arte
L'Instant Messaging non è più roba da ragazzini: avere un programma di chat installato sul proprio computer, usarlo per comunicare in maniera sia sincrona che asincrona con amici, parenti, colleghi di lavoro, perfetti sconosciuti, è ormai costume diffuso in Italia in ogni fascia d'età, compresa quella degli adulti.
Un fenomeno in crescita costante le cui dimensioni e dinamiche sono state ben fotografate in uno studio realizzato da Microsoft Italia con Nextplora e presentato in conferenza stampa da Luca Colombo un paio di giorni fa. Sul suo blog trovate l'intero documento di presentazione, opportunamente condiviso tramite Slideshare.
Scorrendo il rapporto, due dati emergono subito su tutti: il primo è che Windows Live Messenger domina incontrastato la classifica di adozione degli IM software, seguito a distanza da Skype.
Il secondo è che ICQ, un tempo popolare e diffusissimo, oggi è meno noto agli utenti italiani di servizi come C6 e Alice Messenger.
Ne è passata di acqua sotto i ponti.
Postato da Alessio Jacona




